Accoglienza in Umbria
Il sistema di accoglienza per i migranti forzati (richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione internazionale o complementare) in Italia è strutturato secondo un modello multilivello regolato dal Decreto Legislativo 18 agosto 2015, n. 142 (in attuazione delle direttive europee 2013/32/UE e 2013/33/UE) e successivamente modificato dal D.L. 130/2020 e dal D.L. 20/2023 (Decreto Cutro).
Anche in Umbria questo modello si articola principalmente su due binari paralleli ma concettualmente distinti: la rete straordinaria guidata dalle Prefetture (CAS - Centri di Accoglienza Straordinaria) e la rete ordinaria e integrata a gestione comunale (SAI - Sistema di Accoglienza e Integrazione).
1. La Struttura Generica del Sistema: CAS e SAI a Confronto
Per comprendere la realtà umbra è necessario chiarire il funzionamento e gli scopi delle due tipologie di accoglienza:
I Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS)
I CAS nascono come strumento temporaneo per sopperire alla mancanza di posti nella rete ordinaria durante picchi nei flussi migratori.
- Competenza e Governance: Sono gestiti direttamente dal Ministero dell'Interno attraverso le Prefetture territoriali (in Umbria: la Prefettura di Perugia e la Prefettura di Terni), che affidano la gestione a soggetti del Terzo Settore (cooperative sociali, associazioni, fondazioni) tramite bandi di gara pubblici.
- Caratteristiche dell'accoglienza: Si tratta prevalentemente di una prima accoglienza orientata alla soddisfazione dei bisogni primari (vitto, alloggio, prima assistenza sanitaria, mediazione linguistica essenziale). Negli ultimi anni, le riforme legislative hanno progressivamente ridotto gli standard dei servizi erogati nei CAS, concentrandoli sulla mera accoglienza e assistenza materiale.
Il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI)
Evoluzione dei precedenti SPRAR e SIPROIMI, il SAI rappresenta il modello ordinario di "accoglienza diffusa".
- Competenza e Governance: Basato su una rete pubblica strutturata, il sistema fa capo ai Comuni che aderiscono volontariamente al fondo Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell'Asilo, avvalendosi del supporto dell'ANCI e della gestione operativa da parte di enti gestori qualificati.
- Focalizzazione sull'Integrazione: A differenza dei CAS, il SAI promuove l'autonomia della persona mediante progetti personalizzati che includono l'insegnamento dell'italiano (corsi L2), la formazione professionale, il supporto all'inserimento lavorativo e abitativo, la tutela legale, la presa in carico socio-sanitaria specializzata e l'integrazione nel tessuto comunitario locale.
2. Il Sistema di Accoglienza in Umbria: Modello e Diffusione
L'Umbria si è distinta negli anni per l'adozione prevalente di un modello di accoglienza diffusa, caratterizzato dalla presenza dei migranti in piccoli moduli abitativi (appartamenti inseriti nel tessuto cittadino) anziché all'interno di grandi strutture concentrate o centri polifunzionali isolati.
Assetto Territoriale e Numeri
L'accoglienza è ripartita tra le due province di Perugia e Terni:
- Provincia di Perugia: Assorbe la quota maggioritaria degli interventi. Comuni come Perugia, Foligno, Spoleto, Città di Castello e Gubbio ospitano sia nodi della rete SAI sia importanti quote di posti CAS.
- Provincia di Terni: Vede il Comune di Terni, Orvieto e i comuni della Valnerina integrati nella rete dei servizi, con un'articolazione tra piccoli CAS diffusi e progetti SAI a dimensione cittadina e rurale.
In media, il sistema regionale umbro garantisce l'accoglienza ad un bacino variabile tra le 2.000 e le 3.000 persone complessive, a seconda della pressione dei flussi nazionali e degli sbarchi. La maggioranza assoluta dei beneficiari è inizialmente collocata nella rete CAS, mentre la rete SAI accoglie una frazione quantitativamente minore ma qualitativamente strategica di titolari di protezione e soggetti vulnerabili.
